Italian Paragliding

News dal mondo del parapendio

Ven05242013

Last update10:27:18 AM

In ricordo di Patrick de Gayardon

Oggi non parliamo di parapendio, ma di un uomo che ha fatto della sua vita una ricerca infinita del limite umano, stiamo parlando del grande Patrick de Gayardon scomparso il 13 aprile 1998 alle Hawaii mentre sperimentava l'invenzione che lo ha reso celebre...la tuta alare.

Ci sono uomini che con le loro invenzioni hanno cambiato il nostro modo di vivere. Altri, quello di sognare...

Patrick De Gayardon de Fenayl nasce vicino Parigi il 23 gennaio 1960, a 20 anni debutta nel paracadutismo sportivo. Dal 1984 pratica base jump, disciplina la cui particolarità è il lancio lancio da basi fisse con lanci da grattacieli, tralicci e ponti.

img_PatrickDeGayardon-1

Diventa campione di Francia di caduta libera nel 1985 e nel 1988mentre nel maggio del 1989 Patrick è tra i primi pionieri praticanti di una nuova disciplina che lo renderà famoso in tutto il mondo, lo skysurf, che consiste di realizzare durante la caduta libera con una tavola da snowboard fissata ai piedi, tutte le figure proprie dello sci alpino e del surf classico.

Nel 1993 si lancia da un elicottero nel Sòtano de Las Golondrinas, l'enorme canyon naturale del Messico. La difficoltà dell'impresa sta tutta nei tempi: Patrick apre il suo paracadute solamente dopo essere penetrato nell'immenso pozzo, profondo 376 metri e largo dai 63 ai 49 metri. Singolare l'impresa che lo vede protagonista nell'aprile del 1994 quando si lancia da 3200 metri in un volo in skysurf sul Polo Nord. Il 14 novembre 1995 si lancia da 12700 metri nei cieli di Mosca e stabilisce il nuovo primato di lancio da grandi altezze senza respiratore d'ossigeno.

Dal 1997 Patrick De Gayardon dedica tutto il suo tempo al progetto "Wing Fight" per lo studio, la messa a punto e la sperimentazione di una tuta alare, di sua invenzione. Studiando il volo di una singolare specie di scoiattoli del Madagascar, i quali muniti di una sottile membrana che collega gli arti anteriori, quelli posteriori e la coda, planano da un albero all'altro, costruisce i primi prototipi della tuta dotata di tre superfici alari cucite direttamente al corpo della tuta stessa, per riempire lo spazio che si crea tra le braccia, il corpo e le gambe allargate. Formate da una doppia membrana, questa si gonfia durante la caduta creando un effetto portante. Con questa tuta la velocità di spostamento orizzontale della caduta libera è di 140/150 chilometri orari mentre la velocità verticale di 90 km/h, con un piano di caduta di 35 gradi si ottiene che lo spostamento orizzontale è maggiore di quello verticale.

img_PatrickDeGayardon-3

Le prove di Patrick De Gayardon hanno portato a risultati impensabili: lanciandosi da 4000 metri è riuscito a spostarsi orizzontalmente di 6 chilometri, in poco più di due minuti. In definitiva si può parlare di volo planare, e in estrema sintesi della capacità per l'uomo di volare. Con questa impresa Patrick De Gayardon diventava l'uomo capace di rendere viva la leggenda di Icaro. Con il volo planato, intuito, studiato e sperimentato personalmente, è stato poi capace di rientrare nello stesso aereo da cui si era lanciato.

img_PatrickDeGayardon-4

Nel mese di aprile 1998 Patrick si trova alle isole Hawaii per sperimentare alcune migliorie sulle prestazioni della speciale tuta alare. E' lunedì 13 aprile, quando durante un lancio di allenamento, nel meccanismo di apertura del paracadute applicato alla tuta, compare un problema: Patrick De Gayardon muore tragicamente. Il giorno seguente, in Italia, la Gazzetta dello Sport dedicava la sua quarta di copertina a questo moderno eroe: insieme a una stupenda foto a colori che ritraeva Patrick in volo nel cielo azzurro, compariva la seguente frase: "Ci sono uomini che con le loro invenzioni hanno cambiato il nostro modo di vivere. Altri, quello di sognare".

aeci-300x161 logo FIVL logo fai