Apco
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Categoria: Apco
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16
Oct
2009
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Anche Vol Libre ha potuto saggiare le potenzialità del Libra. Il giudizio sembra piuttosto lusinghiero, e l'articolo non ha bisogno di altri commenti. In Classe Sport, questa nuova Libra mi ha letteralmente entusiasmato, almeno quanto l’Artik2 per delle ragioni globalmente simili. Il “Coup de Coeur” Vol Libre2009 sarà difficile da assegnare! E’ un’ala dolce e precisa che non presenta alcun difetto. E ottima ovunque nell’ambito del volo di un parapendio. Ciò lascia spazio al picere del volo, al viaggio aereo, alla navigazione spensierata del mezzo nelle lunghe distanze.

Apco ha numerose soluzioni innovative. Il costruttore utilizza già da molto tempo i “Flexon Battens”, stecche sul bordo d’attacco, che rimpiazzano ormai totalmente il Mylar. Il guadagno di peso conseguente, più di 500 grammi malgrado il tessuto gelvenor da 42 grammi tripla spalmatura, la taglia M a 6,1 Kg alla pesa dellaredazione (6,3 kg per il costrutore) pesa oramai meno di buona parte dei concorrenti. Essa occupa poco spazio ripiegata. Anche il profilo è nuovo. Troviamo dei cordini fini e sguainati fissati all’intradosso che risulta perfettamente liscio. In effetti niente sporge, nessuna asola sporge. I cordini sono fissati direttamente su dei rinforzi all’interno, un lavoro molto delicato. Gli elevatori sottili e abbastanza rigidi sono anch’essi profilati con un bordo d’attacco ed uno d’uscita dunque controllare il loro orientamenteo nel montaggio. Con 360 m. di fascio in totale sulla taglia M, la ricerca alle prestazioni è evidente. essi si allineano al flusso aerodinamico anziché resistere stando di traverso. Dunque verificare bene il loro orientamento nel montaggio. Con 360 mt. Di fascio totale sulla M, la ricerca delle prestazioni è evidente. Un sistema di fettucce fissate sugli elevatori C scartano la possibilità di frenare la vela in accelerazione, con ciò risulta che i comandi restano in posizione costante e non trazionano il bordo d’uscita. Da ciò, abbiamo sempre la stessa escursione per il pilotaggio a tutte le velocità. Buono il controllo prevolo. Possiamo fare un giro. I piccoli magneti in Neodyum delle maniglie non tengono sufficientemente. Il Loro rivestimento di spessore non aiuta. Gli ancoraggi dei freni sono tutti rivestiti al bordo d’uscita rendendo così il comando dolce ed allo stesso tempo efficace. Lo zaino è l’ormai conosciuto Apco, piacevole nell’utilizzo con il suo sistema di regolazione del volume attraverso le cinghie scorrevoli, ma un po’ instabile nel trasporto a causa del tessuto sottile ma poco ingombrante ripiegato. Il dorso e le bretelle sono ben imbottite e con bande rifrangenti. Molte tasche sul lato superiore e sul davanti.
DECOLLO
Il fascio è piuttosto fluido e il controllo si fa dagli elevatori. Come tutte le vele a fascio sottile, e necessario prendere il giusto tempo. La Fretta mi ha fatto decollare con una micro cravatta senza conseguenza. Il Centro è segnalato da un triangolo, in tutte le condizioni comprese quelle ventose, dopo la trazione sensibile sugli elevatori, l’ala assume una traiettoria molto regolare e sale progressivamente senza superare il pilota fermo. Una corta accelerazione dopo una pacifica attesa, regala un decollo tranquillo dopo tre passi, in aria calma come nella brezza, senza mai strappare. Il controllo sopra la testa è immediatamente buono. Non ho mai avuto a che fare con un rigonfiagigo o un ricentraggio. Quasi un’ala scuola. La confidenza si stabilisce immediatamente alla prima virata. Il Libra segue le traiettoria, molto lineare il comando che resta dolce e progressivo. Per coloro che amano volare a mani piuttosto alte, un giro sui comandi conviene per essere in presa diretta con i comandi del bordo d’uscita. Ci vogliono solo 4,5 kg di sforzo e 35 cm per ottenere un 360° a 20° d’inclinazione. Leggero, piacevole, quasi perfetto! Grazie senz’altro al rinforzo del bordo d’uscita, il comando è preciso e permette la virata senza supporto della selletta con una combinazione di rollio e imbardata autonome. Un leggero rinforzo permette di rientrare facilmente. Il Libra eccelle ne pilotaggio con il comando esterno. Apprezza ugualmente un piccolo colpo nella selletta al contrario per entrare in 360° molto inclinati o verso l’interno per rientrare in condizioni forti. La traiettoria è pulita, senza accelerazioni, scivolate o derapate. I tassi di salita sono da classificarsi tra i migliori del momento e faranno piangere più di un’aquila del sito. La virata ad un basso angolo d’inclinazione è eccezionalmente redditizia in poco tempo. Il Libra galleggia sul debole. Un piacere. In condizioni forti e agitate l’ammortizzamento del rollio è progressivo, piacevolmente determinato all’inizio dall’inclinazione. Non si è mai sbalzati nella selletta. Di grande comodità.
BECCHEGGIO E VOLO DRITTO.
Il Libra è un ala molto confortevole anche su questo asse, probabilmente per il fatto del sua distanza di quasi 8 mt. In ascendenze molto forti, può accadere che rallenti leggermente all’ingresso ma globalmente l’ammortizzazione alla cabrata è buona con una stabilità appropriata. È prefetta nel avanzare con una ripresa di velocità naturale e rapida. L’ala è molto indipendente su quest’asse. Si legge 2 kg di sforzo al comando per una velocità di 27 Km/h con 20 cm di trazione e 1kg per i 30 km/h con 15 cm. dunque l’escursione piuttosto corta. In accelerazione il Libra è molto stabile a 37 km/h a braccia alte, 44 km/h alla prima pedalina e a 51 km/h circa alla seconda. L’acceleratore si utilizza senza vergogna per delle prese di velocità regolari tipo TGV! Nulla si muove. Dall’altra parte della polare, al carico alare della prova, lo stallo si trova a 24 km/h con 8 kg. di sforzo sui comandi. Rilasciata dopo lo stallo completo, la picchiata è calma. L’atterraggio è altrettanto elementare quanto il decollo con un mezzo che risponde bene all’intervento sui comandi. Essa accetta altrettanto bene sia gli arrivi con virata e raccordo con presa di velocità a braccia alte in finale che gli atterraggi lenti a metà freno. Dunque nessun problema per i ritorni al touch and go in decollo.

PIU' LONTANO
In più di 15 ore di volo in ogni condizione, non ho visto che una sola piccola chiusura di stabilo al limite di una termica consistente, a più di 6 m/s. La Libra ha mantenuto la sua traiettoria in virata con appena un po’ più di scivolata. Pacifica riapertura autonoma. Banale. In Effetti l’ala previene abbondantemente per tempo al suo pilota alleggerendo progressivamente prima di chiudere. Spesso accelerata sulle creste, l’ala non ha mai mostrato debolezza, il bordo d’attacco rimane solido senza preoccupazioni.Tenuto conto delle condizioni alle volte “Aspiranti”, tutte le modalità di discesa rapida sono state provate. Tutte funzionano efficacemente e senza violenza. Per me il miglior compromesso confort/efficacia su quest’ala è il 360° trattenuto con un’orecchia esterna che resta chiusa a comando rilasciato. Perfetta. Si mantengono facilmente tassi di caduta a -6 m/s senza centrifughe notevoli. Nessuna osservazione in nessuna manovra. Le orecchie sono banali sia in volo accelerato che a braccia alte. Le piccole orecchie danno una velocita di discesa di appena 2 m/s e rallentano a 35 km/h, dunque poco utili. Accelerando alla prima barra, migliora con un -3 m/s a 40 km/h. La riapertura è autonoma ma molto progressiva. Meglio intervenire sui comandi. Lo stallo B è degno di un’ala scuola, fisico ma calmo con un’uscita senza pendolata significativa. Nel 360° trattenuto, Il Libra è stabile in spirale, richiedendo uno sforzo continuo ed uscendo spontaneamente dopo più di un giro al rilascio del comando. Il tasso di discesa può essere elevato pertanto, a 10 m/s al 2° giro se insistiamo ma non è mai inquietante poiché non mette facilmente il bordo d’attacco rivolto a terra. La risorsa a disposizione è potente ma gestibile. Non c’è assolutamente tendenze al negativo. Gli interventi sono convertiti in rollio. Se provocato volontariamente con un giro o due di freno sulle mani, Il Libra esce da solo in meno di mezzo giro dal rialzare le braccia. Come spesso accade, la C è stata assegnata alla chiusura di grande ampiezza soprattutto per la progressività dell’uscita che è superiore ai 3 secondi dopo l’intervento del pilota. I “Flexon Battens” che tendono a volte ad impastare il momento della riapertura probabilmente… altrimenti l’infinita maggioranza delle valutazioni è A!
PERFORMANCES
Molto buoni sia il tasso di discesa puro in aria calma con 1,09 m/s a 33 km/h e l’efficienza a braccia alte, 9,12 a 37 km/h, le prestazioni sono al top della categoria soprattutto visto l’allungamento ragionevole e la facilità con la quale è possibile ristabilizzarla in totale assoluta serenità. E’ questo che ha fatto permesso di ottenere un compromesso quasi da sogno. Si trova appena meglio sul mercato attualmente, ma ciò si paga a volte a caro prezzo in comportamenti al limite! A voi la scelta.
CONCLUSIONI
L’Apco Libra è perfettamente mirata al livello di capacità di un pilota di classe Sport. La sua accessibilità permetterà di salire di gamma ai piloti di esperienza maturata sulla loro 1-2. La sua sicurezza passiva, il suo comportamento in turbolenza, il suo decollo impeccabile, la sua eccellente virata, il suo confort in volo, le sue performance all’altezza tanto quanto in tasso di risalita che in efficienza, ne fanno un prodotto molto seducente che acquisterei volentieri. L’ala è bella, innovativa, perfettamente realizzata in un tessuto ritenuto resistente, con un peso molto concorrenziale. Ho semplicemente amato quest’ala molto maneggevole. Nel 2009, il Libraè da provare assolutamente prima di ogni decisione di acquisto nella sua classe. E’ disponibile con gli elevatori specifici per il paramotore.
Noel Bertrand, giornalista di Vol Libre.